Il quagga, il cui nome è l'onomatopea del suo verso, è una sottospecie estinta di zebra. Si divergette dalle zebre durante il Pleistocene, quando sviluppò uno schema del manto differente; era parzialmente ricoperto da strisce bianche e marroni, con corpo marrone e zampe bianche. Era lungo 2 metri e mezzo e alto quasi 1 metro e mezzo al garrese. Il quagga era un equide vivace ma facile da uccidere, il che portò alla sua prematura estinzione per mano dell'uomo nel 1878; era apprezzato per la carne e per la pelle, che veniva utilizzata per il commercio. Presente in Sudafrica fino alla sua sfortunata estinzione, il quagga visse nelle praterie, in rapporti reciprocamente vantaggiosi con gnu e struzzi; si muoveva in mandrie che potevano contenere dai 30 ai 50 membri, brucando erba in abbondanza. Nel 1987 fu avviato in Sudafrica un progetto di riproduzione, con l'intento di allevare selettivamente le zebre fino ad arrivare a un aspetto simile al quagga; una volta creati abbastanza esemplari, questi pseudo-quagga verranno reintrodotti in natura, anche se il loro codice genetico sarà diverso; i puledri dell'attuale generazione del progetto stanno rapidamente perdendo le loro strisce e cominciano ad assomigliare sempre più al quagga originale.