L'aquilolamna, chiamato anche "squalo aquila," era un pesce cartilagineo vissuto nel Cretaceo superiore. Pur non essendo imparentato con le mante, questo pesce era dotato di grandi pinne pettorali e un corpo a forma di siluro. Probabilmente era un filtratore che filtrava il plancton dall'acqua marina con la sua grande bocca, come i moderni squali elefante e balena. Le somiglianze con la manta sono risultato di convergenza evolutiva (due lignaggi evolvono caratteristiche corporee analoghe per sfruttare risorse simili nei loro corrispettivi ambienti); a differenza delle mante, tuttavia, è probabile che l'aquilolamna planasse attraverso le correnti marine utilizzando la coda per la propulsione anziché affidarsi al movimento delle pinne pettorali. Cosa sia esattamente l'aquilolamna rimane ancora un mistero; attualmente, uno dei modi migliori per determinare il lignaggio dei pesci cartilaginei è osservandone i denti, ma l'unico fossile conosciuto di aquilolamna ne è privo; non sappiamo se i denti debbano ancora essere trovati, o se l'aquilolamna non ne avesse proprio; forse la collocazione tassonomica di questo strano pesce verrà scoperta in quest'epoca! L'aquilolamna proviene dalla formazione Agua Nueva, Messico, la quale preserva una grande quantità di animali marini risalenti al Cretaceo superiore; i dati ricavati da questa formazione rivelano che l'aquilolamna visse al fianco di plesiosauri policotilidi, mosasauri, ammoniti, miriadi di piccoli pesci e il pticodo, lo squalo dalla bocca spacca-gusci.