La meganeura, che significa "grande nervatura," è un meganisottero preistorico che deve il nome alle vene delle sue ali gigantesche; i meganisotteri sono simili alle libellule, ma mancano di una caratteristica delle ali di queste ultime. La meganeura era uno dei meganisotteri più grandi, con un'apertura alare di 70 centimetri! Esistono diverse ipotesi sul motivo per cui questo insetto diventò così grande, ma nessuna fornisce una spiegazione del tutto sufficiente; la teoria più diffusa è che il maggior livello di ossigeno gli permise di diventare più grande e, sebbene vi siano alcune prove a sostegno di questa ipotesi, il fatto che specie di insetti volanti giganti siano esistite anche con un minor livello di ossigeno nei periodi successivi mette in dubbio questa spiegazione; un'altra ipotesi fa riferimento alla mancanza di predatori, consentendogli di raggiungere le dimensioni massime e di cacciare prede più grandi. La meganeura visse nel Carbonifero superiore al fianco del suo compare artropode gigante, l'artropleura, in un ambiente chiamato foresta carbonifera; la foresta carbonifera era una zona umida, simile alle foreste pluviali, che in seguito divenne il carbone che bruciamo oggi (da qui il nome); queste foreste ospitavano un ecosistema diversificato che andava dagli invertebrati come la meganeura, agli anfibi, ai rettili antichi; la meganeura prosperò in questo ambiente, nutrendosi di altri insetti come gli erbivori volanti dell'ordine dei paleodittiotteri.